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Allarmi

Gli allarmi segnalano condizioni anomale nell’impianto — temperature fuori soglia, perdita di comunicazione con un sensore, guasti agli attuatori. Ogni allarme può essere configurato per inviare notifiche ai canali di comunicazione definiti.

Tipi di allarme

Un allarme è associato a una singola variabile di destinazione — un campo di stato di un sensore, un circuito o un dispositivo dell’impianto (ad esempio “Temperatura esterna - Temperatura”) — e a una regola che ne definisce la condizione di attivazione:

  • Se la variabile è di tipo booleano o a scelta (enum), la regola si imposta scegliendo semplicemente il valore che fa scattare l’allarme da un menu a tendina (es. “stato = allarme”)
  • Se la variabile è numerica, la regola si scrive con una sintassi testuale: >65, <=10, between 10 and 20, not between 10 and 20
  • È possibile definire soglie diverse per l’attivazione e il rientro combinandole con ; (es. >65;<60, con isteresi tra accensione e spegnimento dell’allarme)

Allarmi predefiniti e allarmi personalizzati

Nella scheda Allarmi dell’impianto ci sono due tipi di allarme:

  • Allarmi predefiniti — previsti dal tipo di circuito o di sensore e creati automaticamente insieme ad esso, con il nome del tipo di allarme seguito da quello del circuito o del sensore tra parentesi. La condizione è stabilita dal firmware; le soglie si impostano dall’icona Impostazioni sulla riga dell’allarme (vedi Parametri di configurazione) e sono parametri del circuito o del sensore controllato. Non si possono eliminare singolarmente: vengono eliminati insieme al circuito, al sensore o al dispositivo a cui appartengono
  • Allarmi personalizzati — creati dall’utente con Aggiungi allarme, con una regola scelta liberamente come descritto sopra. Hanno il riquadro Regola sulla riga e si eliminano dalla finestra Modifica allarme

Entrambi i tipi si tacitano, si abilitano e si disabilitano allo stesso modo, e per entrambi le notifiche passano dalle sottoscrizioni.

La riga dell’allarme

Nella scheda Allarmi dell’impianto ogni allarme ha una riga con:

  • l’icona dell’allarme, il cui colore indica lo stato: rossa se attivo, arancione se tacitato, verde se non attivo, con il simbolo di divieto se disabilitato. Se il dispositivo è offline l’icona diventa grigia
  • il nome e un’etichetta con la matricola del dispositivo e l’indice del circuito, del sensore o del dispositivo controllato: passando il mouse se ne legge il nome
  • il tipo di allarme, per gli allarmi predefiniti
  • i pulsanti Tacita, Abilita e Disabilita (vedi Riconoscimento e chiusura)
  • il valore della variabile controllata, con lo sfondo rosso quando l’allarme è attivo e non tacitato; per gli allarmi personalizzati anche il riquadro Regola
  • le icone Cronologia, Modifica e, per gli allarmi predefiniti, Impostazioni

Modificare o eliminare un allarme

Dall’icona Modifica si apre Modifica allarme, che richiede il ruolo Responsabile impianto o superiore. Si possono cambiare Nome, Icona, Descrizione e Ritardo notifica predefinito; per gli allarmi personalizzati anche la Regola. Nella stessa finestra si gestiscono le sottoscrizioni (vedi Notifiche).

Solo gli allarmi personalizzati hanno il pulsante Elimina, che rimuove l’allarme dopo una conferma. Gli allarmi predefiniti restano finché esiste il circuito o il sensore a cui appartengono; se non servono si possono disabilitare.

Configurazione delle soglie

Per creare un allarme: dalla dashboard dell’impianto, menu + → Aggiungi allarme, quindi:

  1. Selezionare la Variabile di destinazione
  2. Impostare la Regola (vedi sopra)
  3. Compilare Codice, Nome, Icona e, facoltativamente, una Descrizione
  4. Scegliere il Ritardo notifica predefinito — l’intervallo minimo prima che l’allarme generi una notifica: Nessun ritardo, 1, 2, 3, 5, 10, 15, 30 o 45 minuti, 1 ora o 2 ore

Notifiche

Un allarme non invia notifiche di per sé: occorre creare una o più sottoscrizioni. Le sottoscrizioni si gestiscono nella finestra Modifica allarme, che si apre dall’icona di modifica sulla riga dell’allarme (richiede il permesso di modifica sull’impianto, incluso nel ruolo Responsabile impianto), nella sezione Sottoscrizioni allarme:

  1. Selezionare + per aprire Aggiungi sottoscrizione
  2. Scegliere il canale da Canali di notifica (vedi Canali di notifica): l’elenco comprende i canali personali dell’utente e quelli definiti sul gruppo dell’impianto o su un suo gruppo antenato, esclusi quelli già sottoscritti
  3. Scegliere il Ritardo notifica: Predefinito usa il ritardo dell’allarme, oppure si indica un ritardo diverso
  4. Confermare: il portale mostra “Sottoscrizione aggiunta”

Ogni riga della sezione mostra il canale, il suo indirizzo e il ritardo; dalla riga si può modificare il ritardo (Modifica sottoscrizione) o eliminare la sottoscrizione (Elimina sottoscrizione). Chi riceve una notifica via email può disiscriversi direttamente dal link presente nel messaggio, senza dover accedere al portale.

Le email di notifica

Per ogni sottoscrizione su un canale email arrivano due tipi di messaggio:

  • Nuovo allarme — oggetto “Nuovo allarme: nome allarme @ nome impianto”, quando l’allarme scatta
  • Allarme cessato — oggetto “Allarme cessato: nome allarme @ nome impianto”, quando la condizione non è più verificata

Ogni email riporta l’impianto, l’ora dell’ultimo rilevamento, l’allarme e la cronologia degli eventi dall’ultima notifica, con il valore che li ha fatti scattare, e in fondo il link per annullare l’iscrizione. Seguendo il link si apre la pagina “Iscrizione annullata”: da quel momento la sottoscrizione non invia più email per quell’allarme. Gli orari nell’email sono nel fuso orario dell’impianto. Le email sono scritte nella lingua del profilo dell’utente per i canali personali, o del gruppo per i canali del gruppo; nello stesso fuso orario, del profilo o del gruppo, si valutano le finestre temporali del canale.

Il ritardo di notifica serve a non inviare avvisi per anomalie brevi:

  • quando l’allarme scatta, la sottoscrizione aspetta il ritardo; se nel frattempo l’allarme rientra o viene tacitato, non viene inviata nessuna email
  • trascorso il ritardo con l’allarme ancora attivo, l’email Nuovo allarme parte subito se si è dentro una finestra temporale del canale, altrimenti all’apertura della finestra successiva
  • l’email Allarme cessato segue le stesse finestre; se un allarme scatta e rientra mentre si attende l’apertura della finestra, i due eventi arrivano in un’unica email
  • un canale disattivato (Abilitato spento) non invia email

Riconoscimento e chiusura

Quando la condizione della regola si verifica, l’allarme risulta attivo e viene evidenziato in dashboard finché non viene riconosciuto. Toccando Tacita — dal ruolo Responsabile impianto in su — l’utente segnala di aver preso in carico l’allarme (diventa Tacitato); questo non ne forza la chiusura, che avviene automaticamente quando la condizione non è più verificata (evento Rientrato nello storico). Un allarme può anche essere Disabilitato temporaneamente (ad esempio durante una manutenzione) e poi Abilitato di nuovo: mentre è disabilitato non genera notifiche. Lo storico dell’allarme registra in ordine cronologico tutti questi eventi — Lanciato, Rientrato, Tacitato, Abilitato, Disabilitato — con data e ora nel fuso orario dell’impianto, indicato sopra la tabella. Si apre dall’icona Cronologia sulla riga dell’allarme e mostra gli ultimi 30 giorni.